Sei un appassionato di montagna e stai cercando un bel percorso in zona Lago di Como?  La ferrata del Venticinquennale al Corno Occidentale di Canzo fa certamente al caso tuo! E’ una ferrata non troppo impegnativa ed il panorama in vetta con vista sul ramo di Lecco del lago di Como ripaga di tutta la fatica.

Se volete avere un’idea di quello che vi aspetta potete guardare questo video della ferrata, che ho fatto in una bella giornata d’estate con una gopro.

Questa è stata anche la prima via ferrata che ho fatto quindi posso anche raccontarvi la mia esperienza e darvi qualche consiglio  e qualche informazione in più, anche perché io qualche errore l’ho commesso e vi consiglio di non ripeterlo.

Sono sempre stato appassionato di montagna , ma non ho mai fatto né ferrate, né arrampicate. Ho iniziato a 28 anni con le prime arrampicate e mi sono poi deciso ad affrontare anche la prima ferrata. Alcuni amici mi hanno convinto a seguirli sui corni di Canzo sulla ferrata del Venticinquennale il lunedì di Pasquetta.

Sebbene fosse già maggio le giornate non erano caldissime, ma le previsioni erano di bel tempo e quindi sono partito abbastanza leggero. Arrivati a Valbrona (Como), dove lasciamo la macchina, mi accorgo che fa ben più freddo di quel che pensassi.  Alle 8.30 del mattino c’erano circa 0°C e inizio a capire che forse la canottiera che avevo messo nello zaino non mi servirà a molto! Ci incamminiamo per raggiungere l’attacco della ferrata e il freddo, complice un fastidioso vento, inizia a farsi sentire. Dopo circa un’ora di cammino arrivo all’attacco della ferrata un po’ infreddolito e noto che la parete è ancora completamente all’ombra. Non perdiamo tempo, ci mettiamo imbrago, set da ferrata e casco e iniziamo la salita verso i Corni di Canzo, in questo caso verso il Corno Occidentale. La catena è praticamente ghiacciata e dopo pochi metri iniziano a gelarmi le mani. Un paio di guanti sarebbero stati utili! Più vado avanti più le cose peggiorano: l’inizio della ferrata è molto ripido, faccio fatica ad arrampicarmi, le mani sono congelate e non riesco più a aprire e chiudere i moschettoni..provo a sfregarle, a muoverle, a metterle in bocca ma niente. Un’amica, Linda, mi presta dei guanti, ma la situazione non migliora granché. Guardo sotto di me e capisco che ormai è impossibile tornare indietro e in qualche modo devo riuscire ad andare avanti.

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l’inizio della ferrata: il volto della paura!

Per fortuna non sono solo e gli amici davanti a me mi danno una mano con i moschettoni e mi fanno notare che se fossi salito ancora un po’ sarei arrivato in una zona dove il sole cominciava a illuminare la parete. Con un po’ di fatica riesco ad arrivare al sole, ancora tiepido, ma che mi scalda subito le mani.

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vedo la luce in fondo al tunnel
 Il tempo di pensare “ce l’ho fatta!” e vedo che la catena prosegue su un tratto in traverso e capisco che il peggio non era ancora passato! Soffro un po’ di vertigini e quindi cerco di non guardare giù, ma è impossibile perché devo fare attenzione a dove metto i piedi e vedere lo strapiombo sotto di me mi fa tremare un po’ le gambe.

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il traverso
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finto sorriso alla fine del traverso

Alla fine del tratto in traverso mi si presenta davanti una scala metallica alta e verticale che comincio lentamente a salire.

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la scala

Finita la scala potevo interrompere la mia ferrata: infatti arrivati a questo punto si può seguire un piccolo sentiero e raggiungere la cima, ma ormai il peggio è passato e voglio concludere degnamente impresa. Affronto allora l’ultimo “muro” che porta praticamente in cima al corno, su cui sono fissate delle specie di gradini e arrivo in cima, abbastanza sconvolto.

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il muro finale
fine ferrata
tutti contenti, io sconvolto

Per riprendermi mi ci è voluto un po’ di tempo, arrivato in cima le gambe mi tremavano ancora e avevo lo stomaco chiuso, ma il panorama è davvero incredibile, con una bellissima vista sul lago di Como che ripaga di tutte le fatiche!

Tra le ferrate che si possono fare in zona lago di Como direi che sicuramente questa, insieme alla via ferrata del monte Grona, è una delle più belle, o perlomeno delle mie preferite. La consiglio quindi a tutti! Ovviamente bisogna essere ben attrezzati e in primavera e autunno anche ben coperti. Forse come prima ferrata è un po’ difficile, se siete alle prime armi forse conviene iniziare da qualcosa di più semplice per imparare a muoversi in parete.

Spero di avervi dato un’idea di quello che vi aspetta con il video, con queste immagini e con il breve racconto..in bocca al lupo e buona arrampicata!

lago como ferrata
lago di como dal corno occidentale
Emiliano
sulla cima dei Corni di Canzo, con Emiliano
cima
in cima al corno occidentale con tutto il gruppo!

Per qualche dettaglio tecnico in più vi consiglio una visita al link http://www.vieferrate.it/pag-relazioni/lombardia/63-prealpi-lombarde/228-venticinquennale.html da cui riporto qualche informazione.

Dislivello: 170m

Durata: 1 h (per me anche 1 h 30m)

Difficoltà: EEA

Livello Ferrata: AD, K3-K4

Raggiungere il punto di partenza è semplice per chi proviene da Canzo (per arrivare al Rifugio SEV ci si passa davanti), mentre chi proviene da Valbrona dovrà seguire la strada per il SEV e a circa 500 m dal Rifugio prendere il sentiero verso destra con un cartello che indica il percorso per Gajum e la terz’Alpe. Seguendo questo sentiero si arriva sino ad una croce di legno dove un sentiero sulla sinistra  scende per poche centinaia di metri e porta all’attacco della ferrata dei Corni di Canzo.

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